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GALLERIE DELL'ACCADEMIA (ALLESTIMENTO CARLO SCARPA 1959), VENEZIA, Ph.2015
VISTA DAL CANAL GRANDE, 2015
G.A. CANAL, DETTO CANALETTO, LA CHIESA E LA SCUOLA DELLA CARITŔ, DAL LABORATORIO DEI MARMI DI SAN VITALE, 1726 (124x163, part.)
PAOLO VENEZIANO, MADONNA COL BAMBINO IN TRONO E DUE COMMITTENT1I, 1340 CIRCA 142 90, 157 105
PLANIMETRIA
C. SCARPA, VENEZIA:“SCUOLA GRANDE DELLA CARITŔ, I PRIMITIVI, (Sala 1), VISTA FRONTALE”
C. SCARPA, VENEZIA:“SCUOLA GRANDE DELLA CARITŔ, I PRIMITIVI, (Sala 1), VISTA FRONTALE”
C. SCARPA, VENEZIA: “PORTA DI INGRESSO”
C. SCARPA, VENEZIA: “ESPOSITORE-TECA A LEGGIO”
C. SCARPA, VENEZIA: “SCUOLA GRANDE DELLA CARITŔ, I PRIMITIVI, (Sala 1), VISTA LATERALE”
C. SCARPA, VENEZIA: “SCUOLA GRANDE DELLA CARITŔ, I PRIMITIVI, (Sala 1), VISTA DI SCORCIO”
“MASEGNI DI VENEZIA”
G.A. CANAL, DETTO CANALETTO, IL CANAL GRANDE DA SANTA MARIA DELLA CARITŔ VERSO IL BACINO DI SAN MARCO
PROSPETTO DELLA CHIESA DELLA CARITŔ
C. SCARPA, SCHIZZO DEL CAVALLETTO
"All’Accademia veneziana veniva (1807) imposto il trasferimento in quel complesso di edifici comprendente il convento dei Canonici Lateranensi, progettato nel 1561 da Andrea Palladio, la chiesa della Caritŕ, ricostruita da Bartolomeo Bon tra il 1442 il 1452 e la Scuola della Caritŕ, forse la prima delle Scuole Grandi veneziane, fondata nel 1260. (…) Il 10 Agosto 1817 la pinacoteca venne aperta per un breve periodo" G. Nepi Scirč, 1985
"Nel 1882 veniva sancita la definitiva autonomia delle raccolte dalla scuola e dall'Accademia. Un radicale riordino della pinacoteca fu attuato nel 1895 dal direttore Giulio Cantalamessa, che per primo riorganizzň la sequenza espositiva secondo una successione cronologica."
www.gallerie accademia.org
A partire dal 2005, "si č potuto procedere all'intervento di restauro completo del Complesso della Caritŕ. Il progetto prevede l'ampliamento degli spazi espositivi da 5000 a 12000 mq circa."
www.gallerieaccademia.org
A partire dal 2005, "si č potuto procedere all'intervento di restauro completo del Complesso della Caritŕ.Il progetto prevede l'ampliamento degli spazi espositivi da 5000 a 12000 mq circa." www.gallerieaccademia.it
"in 1944 Vittorio Moschini engaged Scarpa to reorganize the Venetian museum - one of the first to be updated - according to modern curatorial standard.

He guides the visitor by the hand, pushing the didactic principle expressed by the museum to its extreme.

For Scarpa, tool of design were absolutely indispensable both for formulating a judgement with respect to the works exhibited, and for constructing his museum spaces" O. Lanzarini, 2016
TIZIANO VECELLIO, PRESENTAZIONE DI MARIA AL TEMPIO (OIL ON CANSA 323X775)
C. SCARPA, VENEZIA: “EX CHIESA DI SANTA MARIA DELLA CARITŔ (Sala 23),       CAPPELLA LATERALE”
C. SCARPA, VENEZIA: “EX CHIESA DI SANTA MARIA DELLA CARITŔ (Sala 23), CAPPELLA CENTRALE”
DISPLAY 2014, GIORGIO O ZORZI DA CASTELFRANCO DETTO GIORGIONE, LA TEMPESTA, 1508 (88,2X73,9)
C. SCARPA, VENEZIA: “EX CHIESA DI SANTA MARIA DELLA CARITŔ (Sala 23), NAVATA CENTRALE”
C. SCARPA, VENEZIA: “ALA DELLA SCUOLA GRANDE DELLA CARITŔ (sala 3)”
C. SCARPA, VENEZIA:
C. SCARPA, VENEZIA: “ALA DEL CONVENTO DELLA CARITŔ (sala 16a)”
C. SCARPA, VENEZIA: “ALA DELLA SCUOLA GRANDE DELLA CARITŔ (Sala 3 verso sala 4)”
"Giorgione dŕ definitivamente inizio alla pittura di 'paesaggio e figura' fine a se stessi e non in funzione di una edificazione fideistica o di una celebrazione aulica. Il paesaggio per i paesaggio e la figura per la figura. Nel pieno rigoglio di un'epoca gremita di Madonne e Redentori (...), Giorgione dipinge una vecchia dai lineamenti concitati o una giovane piena di fragranza con una turgida mammella scoperta." V. Lilli, 1978
"If art is education, the museum must be the school." G.C. Argan, 1952
"If art is education, listening to the artifact, whether a sculpture or a painting, can intuitively help in the decision of how to display it."
C. Scarpa, 1960
He (Scarpa, ndr) highlighted the features he had noted, such as contours and details of the figures or background colours, by means of a specific display system - simple wood and steel panels covered with cloth or varnished for paintings, and showcases for other objects- and assembled them to produce an architectural space of geometrical precision, enabling the art works to communicate with each other.
"The height of the pictures on the panels was usually based on the median height of visitor's eye, about 1.60m. (...) By building spaces to human scale, he was able to establish an instinctive link between human beings and architecture."
O. Lanzarini, 2016